“Rimini subisce aggressione mediatica, grandi sforzi per garantire sicurezza”

Pubblicato il 29 Agosto 2017 alle 18:14

“Rimini subisce aggressione mediatica, grandi sforzi per garantire sicurezza”

I gravissimi episodi di violenza avvenuti qualche notte fa, ci inducono ad una riflessione su ciò che sta accadendo da quel momento attorno alla città di Rimini. Vogliamo innanzitutto partire dal dichiarare pubblicamente la nostra piena solidarietà e vicinanza alle tre vittime della folle aggressione, ma inevitabilmente dobbiamo passare ad analizzare tutta la situazione che si è venuta a creare, dal piano della sicurezza a quello mediatico.

“Come Confcommercio della Provincia di Rimini da tempo ci sediamo al tavolo insieme ad amministrazione, prefettura e forze dell’ordine per affrontare il tema della sicurezza, che da sempre ci sta a cuore – spiega il presidente Gianni Indino -. Dunque con cognizione di causa possiamo dire che Prefettura, Questura, forze dell’ordine, amministrazione e imprenditori stanno compiendo grandi sforzi per garantire la sicurezza sul nostro territorio e una tranquilla vacanza ai milioni di turisti che hanno scelto la nostra località per il loro relax e divertimento. Assistiamo invece ad una copertura e ad un’aggressione mediatica al nostro territorio che ritengo ingiusta. Imbarazzanti anche le dichiarazioni che lo mettono in correlazione con gli eventi: è forse proprio durante gli eventi che la spiaggia diventa più sicura con l’afflusso di persone e grazie a controlli e sforzi aggiuntivi.

Questo vile atto sarebbe potuto avvenire in qualsiasi altro luogo e non può essere un caso, seppur gravissimo, a mettere in discussione l’enorme e meritevole sforzo che tutte le componenti stanno portando avanti, con uomini e risorse limitatissimi. Io non ci sto, Confcommercio non ci sta. E ci auguriamo che tutti, istituzioni, mondo imprenditoriale e società civile siano insieme a noi a denunciare questa vera e propria aggressione mediatica che sta subendo un’intera città. Questa è la terra dell’accoglienza, non della violenza e un fatto gravissimo non può inficiare quanto di buono viene fatto durante tutto l’anno”.