La Provincia dice no al centro commerciale di Misano Adriatico Il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino: “Siamo molto soddisfatti: ci siamo battuti tanto, fin dal principio, per scongiurarne la nascita che avrebbe aumentato le difficoltà del commercio di vicinato. Ora si lavori ad un rilancio del commercio di prossimità attraverso la rigenerazione urbana”

Pubblicato il 5 Febbraio 2020 alle 11:22

La Provincia dice no al centro commerciale di Misano Adriatico
Il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino: “Siamo molto soddisfatti: ci siamo battuti tanto, fin dal principio, per scongiurarne la nascita che avrebbe aumentato le difficoltà del commercio di vicinato. Ora si lavori ad un rilancio del commercio di prossimità attraverso la rigenerazione urbana”

 

“Apprendiamo con grandissima soddisfazione la decisione della Provincia di Rimini di non dare seguito alla costruzione del centro commerciale in area Bandieri a Misano Adriatico – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino -. Ci siamo battuti tanto, fin dal principio, per scongiurare la nascita di questo nuovo polo commerciale sul nostro territorio che non avrebbe fatto altro che aumentare le problematiche che già attanagliano il settore del commercio al dettaglio di vicinato. Non solo a Misano, ma anche in tutti i Comuni limitrofi, con gravi ripercussioni sulla tenuta dell’offerta commerciale di prossimità. Per questo ringraziamo il presidente della Provincia, Riziero Santi che, come il sindaco di Misano Fabrizio Piccioni, non si è sottratto al dialogo, a volte anche duro, ascoltando le nostre ragioni. Ribadiamo che i percorsi di concertazione tra amministratori e i rappresentanti del tessuto imprenditoriale saranno fondamentali anche per il futuro. Siamo certi che anche le amministrazioni locali ne trarranno benefici nel medio-lungo periodo, pur dovendo lasciare da parte adesso oneri di urbanizzazione e opere accessorie che dovranno realizzare attraverso percorsi diversi. È una vittoria del piccolo commercio, ma anche delle persone e della socialità: la crescita abnorme della grande distribuzione e delle catene monomarca che impoveriscono l’offerta commerciale e turistica del territorio è anacronistica e non ha più ragione di esistere. Ipermercati, innaturali capannoni adibiti a centri commerciali, mostri di cemento, minano alle basi le nostre città e i nostri borghi. Ora si lavori ad un rilancio del commercio di prossimità che passi anche attraverso una rigenerazione urbana rimettendo al centro il cittadino e il piccolo imprenditore, quello che alza la serranda e accende le vetrine ogni giorno presidiando il territorio”.