Indino – risposta alla consigliera Sensoli

Pubblicato il 23 Agosto 2018 alle 10:17

Rimini, 22/08/2018 – Comunicato stampa

 

“Ci stupiamo che proprio da una rappresentante della politica nata a Rimini arrivino affermazioni tanto lesive quanto inopportune e soprattutto infondate sul nostro territorio – dice Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini e presidente regionale del SILB -. Sicuramente la consigliera Raffaella Sensoli è troppo giovane per ricordarsi cosa avveniva in Riviera qualche decennio fa e quanto lavoro abbiamo fatto e stiamo continuando a fare ogni giorno insieme a tutte le componenti per assicurare vacanze belle, serene e sicure per ogni fascia di età, a cominciare dalle famiglie e passando per quei giovani che tanto vengono demonizzati ma che ancora oggi sono il fulcro del nostro turismo. Mi viene il dubbio che la consigliera regionale viva in Lussemburgo o in Liechtenstein, dove problemi non ce ne sono. Preferirei che invece di gettare fango sulla sua città, facesse un giro per l’Italia per avere il polso della situazione generale: Rimini, Capri, Roma, Milano, Brindisi, Firenze: l’elenco dei luoghi “di sballo, spaccio e violenza” da visitare sarebbe lunghissimo. E se invece volesse conoscere cosa realmente accade sulla Riviera di Rimini e approfondire la conoscenza di una movida che sul territorio riminese supera il miliardo e 100mila euro di fatturato, con 9.000 imprese attive e circa 42mila occupati, sarò ben lieto di accompagnarla. Se invece, come pare, anche quest’anno si aspetta che i giornalisti di tutta Europa vengano a Rimini per il Meeting per sparare a zero e mettere alla gogna la Riviera strumentalizzandola per fini politici, allora questo è il metodo giusto e nulla ha da imparare.

Rimini è abituata ad essere “l’ombelico del mondo” e non ci stupiamo dell’elevata attenzione e del clamore con cui vengono trattati episodi che altrove passano quasi inosservati, ma vorrei ricordare alla consigliera che gestire milioni di arrivi non è cosa semplice e il nostro territorio ci riesce da sempre e che gli episodi da “luogo di sballo, spaccio e violenza” – per tornare alle sue parole -, siano molti meno di quanto si tenda a rappresentare. Oltre ad un immenso danno di immagine, queste parole sono un attacco a tutta la comunità, fatta di imprenditori che investono e lavorano e nonostante le immani difficoltà fatte di tasse e burocrazia, cercano di resistere sul mercato per mantenere ed incrementare il nostro appeal turistico e dunque la nostra sussistenza.