Canoni pertinenziali, Confcommercio e SIB al lavoro per trovare una soluzione per le imprese che insistono sul demanio

Pubblicato il 31 Gennaio 2019 alle 17:15

Canoni pertinenziali, Confcommercio e SIB al lavoro per trovare una soluzione per le imprese che insistono sul demanio

Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia di Rimini: “Canoni alle stelle: sono da rivedere al ribasso per evitare chiusure e licenziamenti anche sul nostro territorio”

Simone Battistoni, vicepresidente nazionale e presidente d SIB – Confcommercio (Sindacato Italiano Balneari) dell’Emilia Romagna: “Sono ore concitate. Stiamo lavorando per trovare un accordo già in Senato, che porti almeno ad una sospensione della decadenza della concessione”

“Vogliamo tenere alta l’attenzione su un problema ancora irrisolto come quello degli enormi aumenti dei canoni demaniali pertinenziali, a cui devono sottostare i pubblici esercizi che insistono sul demanio – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino -. Agli imprenditori sono state chieste cifre spropositate, che si vanno ad aggiungere a tutte le altre onerose imposte. Rivedere i valori OMI al ribasso, moderando così le tariffe, sarebbe fondamentale per la sopravvivenza delle attività. Molti tra i ristoranti che pagano le concessioni demaniali non riescono a far fronte alle nuove onerose tariffe e stanno pensando di chiudere, lasciando a casa decine e decine di lavoratori. Scelte di questo tipo sono insostenibili, perché tolgono ossigeno agli imprenditori minando non solo l’offerta turistica, ma l’economia dell’intero territorio. Una proposta di buon senso sarebbe almeno una sospensione, in attesa che venga messa mano alla revisione delle norme sul demanio, in cui questo governo ha dichiarato di volersi impegnare”.

“Sono ore concitate e stiamo lavorando affinché si possa trovare un accordo già in Senato almeno per sospendere la decadenza della concessione – spiega Simone Battistoni, vicepresidente nazionale e presidente del SIB – Confcommercio (Sindacato Italiano Balneari) dell’Emilia Romagna -. Auspico che la politica comprenda che in questa situazione sono coinvolte centinaia di famiglie e imprese sane, che hanno gestito e stanno gestendo onorevolmente i beni del demanio, facendo impresa nonostante le sempre maggiori difficoltà. Se la paura è quella manifestata di dare una mano a mafiosi e malintenzionati, si aggiunga allora una disposizione che escluda dal provvedimento chi ha condanne penali, ma si salvino imprese e occupazione. Non si può buttare via il bambino con l’acqua sporca”.