l’ E-commerce in epoca Covid-19

Pubblicato il 20 Ottobre 2020 alle 11:36

l’ E-commerce in epoca Covid-19

L’e-commerce cresce in Italia del 20% l’anno e in quarantena registra un boom senza precedenti. Spesso visto come una forma di concorrenza soprattutto per i negozi tradizionali, ora è l’unica via per sopravvivere alle chiusure imposte dall’emergenza e rappresenta un importante strumento di sviluppo commerciale, sia per raggiungere clienti geograficamente più lontani, sia per offrire un ulteriore canale di contatto a quelli più vicini, in tutta sicurezza.

Lockdown: gli italiani si sono abituati a comprare online

Da più di due mesi siamo alle prese con un’emergenza unica nel suo genere che i governi di tutto il mondo hanno affrontato, anche se con qualche differenza di approccio, con misure prudenti di distanziamento sociale e isolamento. In questo periodo, sempre più consumatori da casa hanno scelto i canali online per comprare prodotti, più o meno necessari, o servizi di ogni genere, consolidando abitudini di acquisto che ci porteremo avanti anche nelle fasi successive di convivenza con il Covid-19.

Il commercio online non è certo una novità: l’e-commerce in Italia è cresciuto, dal 2015, a un ritmo del 20% ogni anno e nel 2019 il valore degli acquisti si aggira intorno ai 31.6 miliardi di euro. Di questi il 40% avviene da smartphone. I web shopper italiani sono ormai tantissimi soprattutto nelle fasce più dinamiche e ad alto reddito (e non solo giovanissimi) spinti da prezzi vantaggiosi, assortimenti pressoché infiniti, acquisti semplificati, informazioni condivise e accessibili e, più in generale, comodità in termini di tempo, ricerca e orari. L’e-commerce B2C incide sul totale delle vendite retail per il 7,3%, ancora poco se confrontato con i dati degli altri paesi europei, con importanti differenze relative all’incidenza nei diversi comparti merceologici: si va dal 36% nel turismo e trasporti all’1% nel food&grocery.

L’effetto #restoacasa ha fatto degli spazi domestici i luoghi di consumo privilegiati per molti, provocando un’impennata degli acquisti a distanza: nei mesi di febbraio e marzo 2020 le vendite a valore tramite click&collect e drive sono cresciute del 266%, l’home delivery del 160%. La crescita a doppia cifra di queste settimane, considerate le restrizioni governative, conferma la primaria importanza del canale online, un motore di crescita dei consumi anche in un momento di ristrettezza economica, che consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale.

Nelle più totali limitazioni e nell’impossibilità di uscire fuori casa, il consumatore ha trovato nel digitale un alleato, basti pensare che, secondo i dati dell’Osservatorio E-Commerce del Politecnico di Milano, il 75% dei consumatori online del mese di marzo 2020 ha comprato da pctablet o mobile per la prima volta. E, in questo scenario, i beni di prima necessità sono i favoriti, e-grocery su tutti, ma anche pet care (+154%), cibi freschi e confezionati (+130%), prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93), numeri registrati da fine febbraio a metà aprile.

Fonte: Collana Le Bussole di Confcommercio – 12 maggio 2020