Compro oro – Nota del Ministero degli Interni

Pubblicato il 7 dicembre 2017 alle 12:19

Compro oro – Nota del Ministero degli Interni

Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 92

recante disposizioni per l’esercizio dell’attività di compro oro

NOTA MINISTERO DELL’INTERNO

Ufficio per gli Affari Polizia Amministrativa e sociale

Prot. N. 557/PAS/U/017459/12020(1)

del 29 novembre 2017

REGISTRO OPERATORI COMPRO ORO

Con la nota in oggetto, il Ministero degli Interni, oltre ad illustrare alle amministrazioni in indirizzo i principali aspetti che caratterizzano il Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n.92, le cui peculiarità hanno costituito oggetto di approfondita analisi nelle nostre precedenti comunicazioni, quali:

  x  la nozione di “compro oro” ed il campo di applicazione del Decreto;
  x  i compiti di vigilanza e controllo;
x  l’avvio dell’attività di compro oro – che peraltro rimanda alle previsioni del D.Lgs 222/2016 che prevede, per l’apertura di un esercizio di vicinato per il commercio di preziosi, la nuova procedura introdotta per la presentazione della SCIA CONDIZIONATA – tramite SUAP – delle istanze per il rilascio della licenza di P.S. con tempi di attesa di 90 giorni dalla data della ricevuta di presentazione;
x  l’obbligo di identificazione della clientela ed il relativo riferimento alla vigente normativa antiriciclaggio D.Lgs n.90/2017;
  x  la tracciabilità delle operazioni;
  x  il fermo amministrativo o cautelare – peraltro con una indicazione molto generica che non entra nel merito delle cessioni tra imprese;
  x  il regime delle prescrizioni;
  x  le disposizioni sanzionatorie;
il regime transitorio;
approfondisce, alcune tematiche di particolare interesse, peraltro oggetto di nostre specifiche richieste di chiarimento:

Le vendite a distanza o on-line

Viene consentita, contrariamente alle precedenti prescrizioni ministeriali, che ne sancivano il divieto assoluto, la possibilità di effettuare vendite a distanza o on-line di oggetti usati realizzati in tutto o in parte in metalli preziosi.
Pertanto, la nota ministeriale, relativamente all’obbligo di identificare, prima di eseguire qualsiasi operazione, il cliente, nel fare esplicito riferimento all’art. 19, comma 1, lettera a) delle norme antiriciclaggio previste dal D.Lgs n. 231/2007, novellato dal D.Lgs n. 92/2017, in cui si ammette esplicitamente la possibilità di riconoscimento dell’altro contraente anche senza la sua presenza fisica, nei casi e alla condizioni elencate dallo stesso comma, dichiara non essere più sostenibile il divieto del commercio di preziosi usati online, precedentemente previsto dal medesimo dicastero.

Decadenza utilizzo Registro di Pubblica Sicurezza

L’utilizzo e la compilazione della scheda, numerata progressivamente per ogni operazione di compro oro effettuata recante i dati relativi all’operazione ai sensi dell’art. 5 comma 2 del Decreto ed i relativi obblighi di conservazione di cui all’art. 6 comma 4, di fatto sostituiscono gli adempimenti previsti dall’art. 128 del T.U.L.P.S. relativamente alla tenuta del registro delle operazioni cd. Registro di Pubblica Sicurezza, il cui utilizzo, con l’entrata in vigore del D. Lgs n.92/2017 decade.

Fotografie degli oggetti preziosi usati

Il Ministero, sottolineando che l’attuale disposizione normativa, prevista dal Decreto all’art. 5 comma 2, lettera d), che prevede l’obbligo di fotografare, in formato digitale e da due prospettive diverse, gli oggetti preziosi presi in carico e la relativa conservazione, non ricadendo ulteriormente tra le disposizioni del questore che annotava tale obbligo tra le prescrizioni della Licenza di P.S., pone l’accento sulla possibilità di eventuali interventi prescrittivi da parte delle questure in ordine ad ulteriori profili di dettaglio, quali, ad esempio la distanza dello scatto o la qualità del formato.

Nel frattempo in merito all’istituzione del Registro degli operatori compro oro, di cui all’art. 3 del Decreto, si fa presente che, alla data odierna non è stato ancora emanato da parte del Ministero dell’economia e delle finanze l’apposito decreto contenente le modalità di invio dei dati e di alimentazione del Registro degli operatori compro oro, da istituirsi presso l’OAM (Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi).

Lo schema di Decreto Ministeriale è stato oggetto di una consultazione pubblica, da parte del Dipartimento del Tesoro, Direzione V, prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per fini illegali, Ufficio IV, conclusasi lo scorso 10 novembre, alla quale Federpreziosi Confcommercio ha partecipato, in concerto con Confindustria

Federorafi, con un documento congiunto, predisposto anche grazie alla collaborazione delle associazioni territoriali di Federpreziosi Confcommercio tra cui l’Associazione Orafa Lombarda, contenente diverse osservazioni e proposte.

A tal proposito, sul sito del Dipartimento del Tesoro – storico consultazioni in materia di prevenzione dei reati finanziari (Direzione V) – è stato recentemente pubblicata la sintesi delle osservazioni presentate su tale bozza di Decreto, dalle Associazioni datoriali e da privati, in occasione di tale consultazione, concernenti le seguenti criticità:
  x  le tempistiche procedurali ai fini dell’iscrizione nel registro OAM;
  x  l’obbligo di presentare, ai fini dell’iscrizione nel registro dei compro oro, l’attestazione (rilasciata dalla questura territorialmente competente, comprovante il rilascio e la perdurante validità della licenza di cui all’articolo 127 del T.U.L.P.S.;
l’obbligo di apertura di un conto corrente dedicato;
la mancata individuazione del contributo annuale dal versare all’OAM;
proprio in merito a quest’ultimo aspetto, di particolare rilevanza per gli operatori, si tenga conto che l’art. 5 comma 1 della bozza di decreto recita: Gli operatori compro oro sono tenuti a versare un contributo annuale, a fronte degli oneri per lo sviluppo e la gestione del registro determinato dall’OAM in funzione della complessità organizzativa e giuridica del richiedente, desunta anche da numero di sedi operative, dalla loro dimensione, dal numero di preposti e dall’esclusività o secondarietà dell’attività di compro oro esercitata…

È emersa, pertanto, anche alla luce dell’incontro con la direzione generale dell’OAM, svoltosi nel mese di luglio, la necessità di distinguere, a livello contributivo, le diverse realtà commerciali che svolgono attività di “compro oro”.

Per completezza di informazione, mi preme ricordare, che a seguito dell’emanazione del summenzionato decreto, l’OAM, avrà tre mesi di tempo per istituire il Registro, che avrà funzione di censimento delle attività operanti in materia di compravendita di preziosi usati e le cui modalità di iscrizione saranno presenti nel Decreto Ministeriale.